sulle tracce del generale

| 8 agosto 2025
CIPPO per Achille Papa

Il territorio gardesano non è solo paesaggi mozzafiato e specialità enogastronomiche; è anche patria di grandi eroi.

Parliamo del Generale Achille Papa, caduto sull’altopiano della Bainsizza dopo aver fermato la Strafexpedtion sul Monte Zovetto, durante i combattimenti della Prima Guerra Mondiale; fiaccata e doma l’austriaca tracotanza, recita la lastra apposta sulla facciata della sua casa natìa, a Desenzano del Garda. Trascorse estati e inverni con le sue truppe, tra grandi sacrifici e disgrazie, finché nel luglio del 1917 venne trasferito al comando della 44esima Divisione, nella Slovenia occidentale. Proprio qui, durante una delle sue audaci ispezioni, venne colpito dal proiettile di un cecchino austriaco …mentre impavido, dalla prima linea della posizione da esso conquistata preparava nuovi gloriosi cimenti alle sue truppe vittoriose. Su quello stesso altopiano è stato eretto un cippo in suo onore, e il nostro “Vecio Alpino” Silvano Bertoletti è andato a cercarlo… “Era settembre e mi trovavo al mare, vicino a Grado. Non a caso avevo con me il Gagliardetto del mio Gruppo Alpini e gli scarponi: sapevo che durante quella vacanza, una giornata l’avrei riservata alla ricerca del cippo dedicato al Generale Papa.” Non trovava indicazioni né segnaletica che potessero condurlo alla sua destinazione “Mi stavo dirigendo verso Loke; alla mia sinistra, in lontananza verso nord, il Monte Nero e le bianche pareti del Peskj. Mi son fermato a chiedere a un anziano se capisse l’italiano, e lui mi rispose “poco poco”, mentre mi invitava in casa sua a bere un caffè, che poi si trasformò in una slivovitz (grappa di prugne). Sono astemio, ma come avrei potuto rifiutare?”

L’anziano signore gli spiegò che un tempo, durante la Guerra, nel vallone del Chiapovano non esistevano piante, né fili d’erba: era tutto roccia, reticolati e odore di morti che restavano al sole per giorni e si gonfiavano come palloni.

“Mi sono inerpicato lungo il vallone che mi ha indicato l’anziano signore; la vegetazione era molto fitta. Ho camminato circa due ore, senza trovare nulla. Sono riuscito con difficoltà a tornare alla macchina, e mi sono spostato verso sud, alla ricerca di qualcuno che potesse darmi qualche riferimento.”

Ripartì con quel chiodo fisso, raggiungendo i villaggi di Sveto, Podlaka e Madoni “Questo paese è così piccolo, che su cinque case, tre sono disabitate”. In un cortile, attorno ad un tavolo trovò un gruppetto di persone, che sembrava non sapere nulla del nostro Generale, oltre a non parlare l’italiano, ma poco lontano incontrò un’anziana signora, che alla domanda sul cippo rispose: “Certo, Achille Papa medalia Oro, sì; questo sentiro vicino a casa per circa mezz’ora, fare attenti, sentiro poco segni!” Dopo un’estenuante arrampicata, tra vie traverse e boscaglia sempre più fitta, eccolo! In un piccolo spiazzo nel boschetto faceva capolino una piramide con la lapide:

AL GENERALE ACHILLE PAPA

MEDAGLIA D’ORO

COMANDANTE DI DIVISIONE

QUI CADUTO IL 5 OTTOBRE 1917

I TUOI CARI A RICORDO.

“Mi trovo sulle alture del Monte Gomila; di fronte la vallata di Chiapovano e la Selva di Tornovo. Prendo dallo zaino il mio cappello con la Penna Nera, il Gagliardetto e la Preghiera dell’Alpino. La leggo ad alta voce, come per farla sentire a tutti quei soldati che hanno intriso quelle rocce col loro sangue. Mi guardo intorno, nel silenzio irreale che mi avvolge. Non so se piangere o gioire.

Poi ritorno sui miei passi, seguendo il sentiero fino alla casa dell’anziana signora per ringraziarla, e le prometto che quando tornerò, perché qua ci tornerò, le porterò un ricordo della nostra terra.”

BARBARA BERTOLETTI

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