Timidezza o fobia sociale? Ecco come riconoscerle

| 22 maggio 2017
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A molte persone capita, nell’arco della vita, di provare ansia in alcune situazioni sociali o episodi di timidezza. Pensiamo ad esempio a situazioni in cui ci presentami ad una festa senza conoscere nessuno. Nonostante timidezza e fobia sociale possano riflettere un diverso grado dello stesso disagio, non sono la stessa cosa. La timidezza non è un disturbo, ma un aspetto del carattere. Ovviamente una persona timida potrà avere più problemi nel conoscer nuove persone, tuttavia ciò non interferisce con la sua vita personale o il raggiungimento dei propri obiettivi personali.
Al contrario, la fobia sociale può essere molto invalidante nelle sue forme più gravi. Tanto da ostacolare il normale svolgimento della vita quotidiana, fino a condizionarne le scelte di vita.
Generalmente l’ansia sociale si divide in due categorie: Lieve e Grave. La principale differenza è che nel primo caso lo stato d’ansia si genera solo in alcune situazioni specifiche, mentre nel secondo sono la maggior parte delle situazioni pubbliche e interpersonali.

Cos’è la fobia sociale e quali sono i sintomi

La fobia sociale è un disturbo caratterizzato da stati d’ansia dovuti alla paura di agire, di fronte agli altri, in modo imbarazzante o umiliante e di esser giudicati negativamente.
Oltre a tutte quelle situazioni che comportano un’azione in presenza di altre persone (esporre una relazione, telefonare, mangiare etc.), le persone che soffrono di ansia sociale possono provare disagio anche in situazioni più “semplici” quali entrare in una sala dove ci sono persone già sedute o parlare con un amico.
Alla base di questo disturbo ci sono due aspetti cruciali. Il forte desiderio di dare una buona impressione agli altri e una forte incertezza rispetto al raggiungimento di questo scopo.

I sintomi dell’ansia sociale sono quelli dell’ansia e della vergogna:

  • Malessere gastrointestinale
  • Secchezza delle fauci
  • Aumento del battito cardiaco
  • Eccessiva sudorazione
  • Contrazioni muscolari
  • Rossore del volto
  • Difficoltà a deglutire
  • Tremori

Come è possibile dunque capire se una persona soffre di un disturbo reale o meno?

Secondo il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) i criteri per stabilire se una persona soffre effettivamente di fobia sociale sono: Livello elevato di paura o ansia in situazioni in cui l’individuo è esposto al giudizio degli altri, paura di agire o manifestare ansia, sensazione d’ansia all’idea di affrontare situazioni sociali, i livelli eccessivi di ansia e paura non sono dovuti a sostanze o particolari condizioni chimiche.

Nel caso in cui una persona dovesse provare i sintomi sopra elencati e ritrovarsi in una delle situazioni precedentemente descritte il consiglio è di rivolgersi a specialisti in cura della fobia sociale a Verona. La consulenza di uno psicologo è l’unica maniera certa per capire se ciò di cui si soffre è un disturbo o meno.

I meccanismi della fobia sociale

I meccanismi cognitivi-emotivi e comportamentali che vive una persona che soffre di fobia sociale, e che causano uno stato d’ansia, sono 3: Attesa della situazione, svolgimento della situazione e valutazione soggettiva.

Attesa della situazione. Le persone che soffrono di questo disturbo iniziano a vivere una sensazione d’ansia solo all’idea di dover affrontare una situazione temuta. Generalmente in questa situazione la persona inizia a crearsi nella mente immagini negative/catastrofiche di ciò che potrebbe accadere.

La situazione. È il momento più temuto, nel quale tutte le paure potrebbero trasformarsi in realtà. In molti casi per nascondere l’ansia che si sta provando le persone, inconsciamente, mettono in atto atteggiamenti (comportamenti protettivi) che non fanno che peggiorare la situazione. Alcuni di questi comportamenti sono: parlare velocemente, impugnare con forza gli oggetti, tenere le mani molto strette o sfregarle sui vestiti etc.

Valutazione soggettiva. Superata la situazione l’ansia tende a ridursi, tuttavia il soggetto inizia a percepire una sensazione di insoddisfazione in merito al comportamento tenuto durante la situazione vissuta. In questa fase l’autocritica è così severa che non fa altro che demoralizzare.

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