Moniga del Garda: “EL MAGHER”, un campione di casa nostra

| 1 luglio 2000
El Magher, Gianfausto Vertua

Recita un antichissimo detto: “date a Cesare quello che è di Cesare”. Sempre che, vorrei aggiungere, il dovuto a Cesare sia stato meritorio. Mi spiego: nessuno, innegabilmente, riesce a credere che al di fuori dell’area Partenopea si sappia cucinare la Pizza come in quelle zone. Pizza D.O.C., naturalmente, di storica generazione e di conclamata origine. Tant’è vero che tradizionalmente, i pizzaioli campani che hanno contribuito all’espandersi di quella che considerano una loro arte, hanno “transumato” in tempi non proprio recenti, regalando di conseguenza alle località turistiche del settentrione d’Italia e comunque all’intera nazione, quel comparto commercial-culinario che ha trasformato in breve tempo la tipologia dei siti di ristoro. Oggi, in questa nostra società multietnica, troviamo indifferentemente pizzaioli italiani del nord e del sud, ma anche tunisini, marocchini, arabi, egiziani ecc., tutti molto bravi e professionalmente indiscutibili. Al di sopra di questa categoria ci sono i campioni. Quelli veri, istintivi. Quelli che creano ed inventano nuove ricette, nuovi metodi, quelli che proiettano nel futuro la pizza del domani, abbandonando le pur care ma obsolete tradizioni e mantenendo nel contempo un livello di alta gastronomia. È il caso del “Magher”, pizzaiolo plasmato sulle sponde del Benaco, quarantaquattro anni dedicati buona parte alla non facile professione di Barman, di ristoratore, e da qualche tempo super-specializzato in pizze-sensazione. Lonatese di nascita e Desenzanese d’adozione, gestisce durante la stagione estiva la Pizzeria-Ristorante all’interno del Campeggio Fontanelle di Moniga, e durante i mesi più freddi è severamente impegnato in Fiere, manifestazioni e concorsi. “El Magher”, al secolo Gianfausto Vertua, è personaggio ben conosciuto dalle nostre parti: possente e simpatico, ottimo “trangugiatore” di birra, ama indossare T-shirts e cappelli originalissimi che lo rendono veramente unico. Ma la vera forza del “Magher” è l’inventiva. Ottimamente coadiuvato dalla moglie Daniela e da quella vecchia volpe che risponde al nome di Franco Sanfelici, vero talent-scout in fatto di pizzaioli, il Vertua ha compiuto passi da gigante in questi ultimi anni. Già ottavo al campionato mondiale nel 1996, è successivamente entrato nella hit-parade degli “infornatori” inventando la pizza al “Coregone affumicato”, ricetta che gli ha permesso di essere magnificato sulle migliori riviste del settore. In tempi recenti ha creato la bio-pizza, una vera rivoluzione in fatto di alimentazione: impastata, condita e preparata con ingredienti assolutamente testati. Quest’anno, al rinnovato campionato mondiale per pizzaioli svoltosi a Salsomaggiore l’11 ed il 12 Aprile scorso, “El Magher” ha conquistato un meritatissimo quarto posto, sbaragliando oltre 200 concorrenti agguerritissimi e fortemente accreditati. I segreti di questo crescente successo? Gianfausto Vertua non li vuole svelare: “stiamo lavorando per voi”, si limita a dire, sorridendo e scherzando. Già, perché sedere ad uno dei suoi tavoli vuol dire non solo gustare una pizza eccezionale, ma godere altresì di un’atmosfera gioviale e festosa. E durante una infornata e l’altra, fra un boccale di birra e l’altro, di certo starà inventando qualcosa di nuovo, qualcosa di sensazionale, ne sono sicuro. Questo Campione di casa nostra, questo formidabile pizzaiolo che di partenopeo o di campano non ha proprio nulla, a dispetto di Cesare e dei Cesarei, ci regalerà quanto prima l’ambìto primato mondiale. Auguri!!

Di: Paolo Passalacqua

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