Lucrezia Calabrò Visconti
nella top 50 under 40
e nella power 100 senior de IL GIORNALE DELL’ARTE

C’è una nuova generazione di professionisti della cultura che sta ridefinendo le dinamiche del sistema dell’arte contemporanea, muovendosi con assoluta disinvoltura tra la ricerca teorica radicale, la direzione istituzionale e la capacità di intercettare i nuovi linguaggi del dibattito pubblico.
Tra queste figure spicca con eccezionale forza il profilo di Lucrezia Calabrò Visconti, classe 1990, protagonista di un doppio e prestigioso riconoscimento da parte de Il Giornale dell’Arte: l’inclusione nella selezione dei top 50 under 40 e, contemporaneamente, l’ingresso ufficiale nella “Power 100”, la classifica “senior” che mappa le cento personalità più influenti in assoluto del panorama artistico. Questo duplice traguardo suggella un percorso fulmineo ma straordinariamente solido, costantemente guidato da un approccio critico, transdisciplinare e internazionale. Di lei, della sua lucida visione e dei suoi progetti all’avanguardia, si occupa stabilmente nel corso degli anni la stampa di settore e internazionale, riconoscendole il ruolo di voce guida nell’interpretare le urgenze del nostro tempo attraverso la lente delle arti visive e della direzione culturale.
Una carriera internazionale radicata nella ricerca e nell’avanguardia
Il percorso di Lucrezia Calabrò Visconti si distingue per una nativa vocazione globale e per una formazione rigorosa nei principali centri di produzione del pensiero contemporaneo. Dopo la laurea in Arti Visive e dello Spettacolo all’Università IUAV di Venezia, preceduta dalla maturità classica al Liceo Bagatta di Desenzano, ha perfezionato i suoi studi a CAMPO, il programma per curatori della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, e successivamente al rinomato De Appel Arts Centre di Amsterdam, uno dei nodi cruciali della curatela internazionale.
Questa solida base metodologica le ha permesso di sviluppare una pratica curatoriale che supera la logica della semplice esposizione per trasformare la mostra in un dispositivo di indagine sociale, tecnologica, politica ed ecologica. Nel corso della sua carriera, Lucrezia ha firmato progetti espositivi, piattaforme di ricerca e public program per importanti istituzioni globali. Tra le tappe fondamentali del suo percorso spiccano:
La Biennale di Mosca per i giovani artisti (2018): dove ha ricoperto il ruolo di capo curatrice della sesta edizione. Un palcoscenico globale che ha consacrato la sua capacità di dialogare con le nuovissime generazioni di creativi e di coordinare progetti complessi su macro-scala.
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: istituzione d’eccellenza torinese dove ha operato come curatrice dal 2018 al 2021, curando mostre di rilievo e coordinando il prestigioso Young Curators Residency Programme, favorendo la connessione tra la scena italiana e i giovani curatori stranieri.
Pinacoteca Agnelli di Torino: un’esperienza cruciale che l’ha vista impegnata come Chief Curator e responsabile dei progetti espositivi, contribuendo a trasformare lo storico spazio espositivo in un laboratorio dinamico di produzione contemporanea e di dialogo con lo spazio urbano (come nel caso del progetto sulla Pista 500).
Progetti indipendenti, associazionismo e docenze: dalla co-fondazione dello spazio indipendente CLOG Projects, all’impegno civile come vice-presidente di AWI – Art Workers Italia (per la tutela dei diritti dei lavoratori dell’arte), fino alle docenze in accademie prestigiose come la NABA, dimostrando una costante attenzione alla trasmissione del sapere e alle scene emergenti.
la direzione programmi all’Istituto Svizzero
Oggi, Lucrezia Calabrò Visconti ricopre la carica strategica di Head of Programme dell’Istituto Svizzero, istituzione culturale d’avanguardia che promuove lo scambio scientifico e artistico tra la Svizzera e l’Italia, con sedi a Roma (Villa Maraini), Milano e Palermo. In questo ruolo, Lucrezia è l’anima della programmazione artistica dell’Istituto. Il suo compito è tanto complesso quanto affascinante: favorire la circolazione delle idee, offrendo al contempo una piattaforma di lancio, di residenza e di ricerca per artisti, accademici e pensatori internazionali. Sotto la sua direzione, la proposta culturale dell’Istituto Svizzero si è distinta per una straordinaria fluidità, capace di far dialogare le arti visive con la musica sperimentale, le arti performative, la letteratura e le scienze umane. Lucrezia ha saputo trasformare l’istituzione in un laboratorio permanente dove si riflette sui nodi cruciali della contemporaneità: la transizione ecologica, l’impatto delle tecnologie digitali sulle relazioni umane, le politiche dell’inclusione e le nuove forme di alleanza e comunità.
oltre i confini generazionali
Il posizionamento simultaneo tra i migliori Under 40 e nella “Power 100” senior dimostra che Lucrezia Calabrò Visconti non è più soltanto una promessa o un profilo emergente, ma una realtà consolidata e un punto di riferimento istituzionale per il sistema dell’arte nel suo complesso. Viene premiata la sua capacità di essere una vera e propria influencer culturale, in grado di esercitare un’influenza intellettuale reale, stimolando il dibattito pubblico e portando l’arte fuori dalle sue tradizionali “torri d’avorio”.
Attraverso la scrittura critica, la partecipazione a giurie internazionali e un uso consapevole dei canali digitali, Lucrezia parla a una comunità allargata ed europea. La sua forza, ampiamente sottolineata dai media internazionali che ne seguono i passi, risiede nel saper tradurre la complessità del pensiero contemporaneo in una narrazione accessibile, magnetica e visivamente potente. Con il suo lavoro all’Istituto Svizzero e questa definitiva consacrazione, si conferma una delle menti direttive e curatoriali più lucide della sua generazione, capace di tracciare e guidare le rotte delle istituzioni culturali del futuro.







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