DON CARLO GNOCCHI, ALPINO CAPPELLANO

Il volto umano della storia nel racconto di Gaetano Paolo Agnini
Tra i numerosi volumi dedicati alla figura di Don Carlo Gnocchi, quello firmato dal desenzanese Gaetano Paolo Agnini occupa sicuramente un posto particolare. Ristampato in occasione dell’Adunata Nazionale degli Alpini, all’interno della collana “Con gli Alpini sui sentieri della storia”, il testo rappresenta una preziosa riedizione speciale, che non si limita a ripercorrere la biografia del sacerdote milanese. L’autore infatti sceglie una prospettiva precisa e originale: quella dell’uomo che condivide fino in fondo il destino dei soldati sui fronti più duri della Seconda guerra mondiale. Agnini, studioso attento della storia alpina e militare, conduce il lettore lungo il percorso che portò don Gnocchi dalla campagna di Grecia e Albania con la Divisione Julia, fino alla tragica esperienza della Russia accanto agli uomini della Tridentina sul fronte del fiume Don. È un viaggio storico, ma anche umano, costruito attraverso testimonianze dirette, documenti e ricordi che restituiscono il clima di quegli anni, senza indulgere alla retorica. Il merito principale dell’autore è quello di mostrare come la santità di don Gnocchi non nasca in un percorso separato dalla storia, ma proprio dentro la storia; nella sofferenza condivisa con migliaia di giovani soldati. Agnini insiste sul legame profondo tra don Gnocchi e il mondo Alpino: non una semplice appartenenza militare, come hanno più volte sottolineato gli stessi Alpini. È in questa profonda sintonia che l’autore individua una delle chiavi di lettura più interpretative della sua personalità. Le pagine dedicate alla ritirata di Russia sono tra le più intense del volume. Qui emerge il sacerdote che conforta i morenti, ascolta le confessioni, sostiene gli sfiniti e raccoglie le ultime volontà di tanti ragazzi destinati a non fare ritorno a casa. Un’esperienza che segnerà per sempre la sua vita e che diventerà il fondamento della straordinaria opera assistenziale realizzata nel dopoguerra. A quindici anni dalla sua prima pubblicazione, “Don Carlo Gnocchi, Alpino cappellano” conserva intatto il proprio valore. Per il lettore gardesano rappresenta inoltre un ulteriore motivo di interesse, essendo il frutto del lavoro di un autore profondamente radicato nel nostro territorio. Una lettura consigliata non solo agli Alpini e agli appassionati di storia militare, ma a chiunque voglia comprendere come, anche nei momenti più tragici del Novecento siano potuti nascere straordinari esempi di solidarietà. Abbiamo posto una domanda all’autore Gaetano Agnini: Quanto hanno influito le sue radici gardesane e il patrimonio di memoria custodito dai gruppi Alpini del nostro territorio nella scelta di raccontare la figura di Don Carlo Gnocchi? Sul Garda abbiamo avuto a Desenzano e Bogliaco le caserme del Battaglione Vestone (el Vistù) e del Valchiese (Valcés), ma soprattutto a Desenzano abbiamo avuto l’unica Medaglia d’argento al Valor Militare “sul campo” ad un Alpino semplice: l’Alpino Gigi, un Alpino del Garda! Questo modo di chiamarlo è stato del mio amico-alpino Mario Rigoni Stern! Io ho scritto anche, oltre alla storia di Gigi, “A mio padre Alpino”: la storia di mio padre, che dopo il Politecnico a Torino andò a fare il Corso speciale per studenti universitari all’Accademia di Modena, e poi fu mandato sul fronte carnico… Ma di questo, se vorrete, vi racconteremo prossimamente.
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