da Bisentianum A Desenzano

“Sono dell’opinione che la nostra vita appartenga alla Comunità e, pertanto, fino a che vivrò è un privilegio fare per essa tutto quello che mi è possibile fare”
(G.B. Shaw)
Una premessa utile: Lo storico, il ricercatore storico o colui che scientificamente si impegna nella ricerca della verità storica non fa questo per una ricerca di consenso ma soprattutto per il dovere di stimolare la forza coesiva, infatti tende, più di qualsiasi altro alla costruzione della “communitas”, della comunità.Questo “pezzo” non può essere considerato come una continuità con i tre testi che l’hanno preceduto ma è piuttosto un incipit necessario, un punto fermo di partenza.
La “lottizzazione”, L’ASSERVIMENTO ITALICO, in modo schematico si può suddividere in:
*Una fase Francese/Savoiarda che facciamo iniziare dopo il 1500 quando un uomo di una famiglia comitale della Savoie si trasferirà da Chambery a Torino e questa sudditanza si rivelerà, durando fino al termine della I guerra mondiale.
*Una fase legata al regime fascista, con il “ventennio monarchico-fascista”, che iniziò nel 1920 e si protrarrà fino al 1945, con il termine della II guerra.
*Una fase legata all’Alleanza Atlantica dal 1945 ai nostri giorni.
In questo studio, lacunoso per la sua brevità, si desidera porre in risalto la manipolazione dei fatti, delle notizie inventate, che sono state costruite per propaganda di parte o per tener celate verità troppo scomode. Ecco perché la storia “da Bisentianum a Desenzano” è stata in parte riscritta e dovremo continuare in questo studio. Già fin dalla nascita della storia della penisola “una espressione geografica” definita così stentoreamente dal Metternicht, vi fu la “presenza” che prevaleva sulle signorie e sullo Stato Pontificio, della Francia. La casa che diverrà “regnante” sarà quella di una famiglia francese della Savoie. Siamo stati l’unico stato al mondo che aveva “a capo” una famiglia non appartenente alla propria etnia! Anche la prima bandiera tricolore nascerà con la Repubblica Cisalpina quando verrà sostituito il bleu con il verde, ottenendo così il “Tricolore” italiano!
Tutte le guerre contro l’Austria, l’Impero Austro-Ungarico saranno condotte dalla Francia contro l’odiato atavico nemico e gli eserciti Sardo-Piemontese prima e, poi, Italiano saranno dei comprimari. Anche la prima guerra mondiale e va ricordato che la Svizzera non voleva che l’Italia entrasse in guerra, non per il “disastro della guerra” ma perché aveva fatto investimenti soprattutto nell’industria laniera e cotoniera, perché, soprattutto nel nord, vi era manodopera, specie donne e bambini, per cui aveva “ritorno” economico notevole. Quella guerra sarà, va ricordato, l’ultima guerra voluta dai francesi che segnerà l’uscita definitiva dell’Impero Asburgico dal quadro europeo! Ricordiamo in precedenza la proclamazione di Vittorio Emanuele Secondo: “Roi d’Italie!” in lingua francese come pure in lingua francese verrà redatto l’Armistizio della prima guerra mondiale!
Nell’Inno di Mameli vale la pena ricordare una delle prime strofe che non viene mai cantata, perché “scomoda”:
Noi siamo da secoli
calpesti e derisi
Perché non siam popolo
perché siam divisi!
Altre pagine di storia mendace, dove spesso la verità è stata sepolta perché non si scoprissero gli “altarini” continua fino alla Repubblica Sociale Italiana che, guarda un po’, viene banalizzata definendola “di Salò” quando invece la sede dell’Alto Comando delle SS verrà a stabilirsi a Desenzano con il Gen. SS Karl Wolf che Hitler in persona eleggerà quale Plenipotenziario politico e militare per l’Italia. Nella stessa località, allora ancora un paese, ma servito da una importante linea ferroviaria Milano-Venezia, si installerà, sempre per volontà del Fuhrer, ben consigliato dal fido arch. Speer, anche l’Ispettorato per la razza, a capo del quale verrà messo il fido Giovanni Preziosi! Una “cosa” a cui si presta meno peso è quando Mussolini si travestirà, pur avendo cantato le strofe dell’Inno di Mameli: “Siam pronti alla morte! indossando una uniforme tedesca cercando di sottrarsi alla cattura! In definitiva proprio Desenzano, purtroppo potrebbe esser definita l’infausta “capitale” di quella repubblica, completamente assoggettata al regime nazista.
In quegli anni inizierà una lotta di accaparramento speculativo di luoghi, palazzi e vaste proprietà da parte di persone legate al regime fascista. Non ultima la villa Thode di Gardone Riviera che, sequestrata ad un notabile austriaco, diverrà la pomposa residenza del poeta D’annunzio, e verrà denominata Il vittoriale degli italiani. La propaganda e la falsificazione storica vanno spesso a braccetto, Il filosofo francese Derrida ebbe il coraggio di invitarci a passare al vaglio testi di Aristotele, Platone, Roussseau, Kant, Freud, Nietzsche, Heidegger, Hanna Harendt. Che ha ispirato la presente ricerca è stato soprattutto Marc Bloch lo storiografo francese che asseriva che tutti i documenti che erano conservati negli archivi ufficiali, in particolare della I guerra, ma non solo, erano presenti e disponibili, in quanto falsi. Uno storico che ha approfondito la storia italica è stato anche Dennis Mack Smith ed è sintomatico che entrambi questi storiografi siano stranieri! Anzi lo Smith arriverà a supporre che molte pagine della storia Franco-Savoiarda e, Monarchico-fascista poi, non riusciremo mai a ricostruirle: i Savoia infatti, quando nel 1946 andarono in esilio, portarono con sé oltre a collezioni preziose di monete antiche, soprattutto centinaia di casse di documenti dell’archivio storico.
Non c’è menzogna senza la volontà o il desiderio di ingannare. L’intenzione, che dobbiamo ricercare ed approfondire, riguarda la veridicità o, al contrario, la caparbietà della menzogna. È quanto mai necessario studiare, approfondire la verità in quanto solo da un suo avvicinamento, ci si rende conto del valore negativo della sottomissione alla notizia ed alla percezione reale.
Sarà quindi necessario ritornare al tema iniziale: “La conoscenza ci rende liberi, l’ignoranza ci rende schiavi, schiavi della gleba!” Sono le ultime parole di Gregorio Agnini che ricoprì nel settembre del 1945 il ruolo, “vocato”, di primo presidente della Consulta Nazionale che purtroppo fu costretto a lasciare perché le sue precarie condizioni di salute lo avrebbero condotto a morte, non permettendogli quindi di continuare nell’opera di rinnovamento, in cui aveva creduto, della unica, democratica vera Repubblica Italiana, sorta dopo i disastri e le macerie delle guerre fortemente volute dal regime fascista. Una sentenza recita: La memoria è il più terribile degli avversari. Bisogna studiare tenendo conto delle cronologie, dei documenti, delle testimonianze, dei fatti. La costruzione della memoria va ben oltre le letture e le interpretazioni di natura soggettiva”.
GAETANO AGNINI






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