Milano – LA “VIA DOLOROSA” DI MIMMO PALADINO

| 21 marzo 2019
Paladino - Via Crucis 1

Religiosità ed attualità

Paladino - Via Crucis - cop libro

Premesso che la “Via Crucis”, detta anche “Via Dolorosa” è un rito con cui la Chiesa ricostruisce e commemora il percorso di Gesù che si avvia alla crocefissione sul Golgota, le 14 “Stazioni” all’interno delle chiese rappresentano un modo di portare idealmente a Gerusalemme ogni credente. Questo itinerario – di grande impatto emotivo – ha ispirato gli artisti del passato e continua ancora oggi con i grandi Maestri. In prossimità della Pasqua, Raffaele Mantegazza e Andrea Dall’Asta SJ espongono 14 formelle in ceramica invetriata che nel 2015 l’artista campano Mimmo Paladino ha realizzato per la cappella del Centro pastorale di Milano “Carlo Maria Martini” nell’Università degli Studi Milano-Bicocca. In continuità teologica con il soggetto della “Via Crucis”, vediamo anche il dipinto di Giambattista Langetti (1635-1676) “Cena in Emmaus”, proveniente dal “Museo San Fedele. Itinerari di Arte e Fede”.  La mostra prosegue poi nella sede del museo stesso dove sono presenti altre opere di Paladino: “Sacro Sud”, e l’installazione “Ex voto” nella “Cappella delle ballerine”. Un inedito confronto può avvenire poi nella cripta della chiesa di San Fedele tra l’opera di Paladino e la splendida “Via Crucis” di Lucio Fontana (1957). Le “Formelle” di Paladino sono dipinte con tocco rapido e veloce in nero su un omogeneo fondo d’oro zecchino. I curatori rileggono questa “Via Crucis” attraverso la chiave del dolore inflitto dall’uomo all’uomo salvato solo dall’offerta di Cristo in Croce. Con grande vigore formale e cromatico, ogni formella rimanda ad un’archeologia della memoria, ad un mondo costituito di tracce e di simboli ancestrali con scene costruite attraverso semplici dettagli di volti, di croci, di mani o di rami, di ombre inafferrabili di presenze umane. L’artista interpella il passato, perché possa rivelare oggi il senso della vita. Facendo drammaticamente affiorare le violenze subite da colui che si è preso cura degli ultimi, degli emarginati, degli esclusi, la “Via Crucis” diventa il racconto di tutte le vittime della storia, di coloro che hanno subito ingiustizie. Paladino, attraverso quelle sagome di volti o di mani che affiorano dal fondo oro, ci conduce ad un mondo di straziante dolore, quasi a ribadire che quel dolore si rinnova di epoca in epoca, di vita in vita, al confine tra il religioso, l’onirico e il poetico. Come invocazioni silenziose, ogni scena si interroga sul mistero. Questo mistero è Cristo, il cui sacrificio d’amore si prolunga nel riscatto delle sofferenze di ogni uomo.                                                            La mostra, con la collaborazione della Fondazione La Vincenziana, prestatrice delle “Formelle”, è corredata dal volume “Via Crucis”, EDB (Edizione Dehoniane Bologna), 2018, in cui ogni “Stazione” è accompagnata da frammenti di testi di cantautori contemporanei, italiani e stranieri (F. De André, Guccini, Battiato, Carmen Consoli, Ivano Fossati, Boris Vian, Clapton, Pink Floyd…).                                               Una breve nota sull’artista. Mimmo Paladino, pittore e scultore, membro onorario della Royal Academy di Londra, appartiene al gruppo della “Transavanguardia” con il quale ha esposto in Italia e all’estero fin dalla Biennale di Venezia 1980. Dopo un’iniziale ricerca di ispirazione concettuale ha elaborato linguaggi figurativi ispirati all’arte egizia, etrusca e paleocristiana. Anche autore di scenografie teatrali, è particolarmente famoso per l’installazione “Montagna di sale”, creata nel 1990 per l’opera “La sposa di Messina” di Schiller, messa in scena a Gibellina in occasione delle “Orestiadi” e al termine delle rappresentazioni installata definitivamente presso il “Baglio Di Stefano”, oggi sede di un museo di arte contemporanea. L’opera è stata duplicata ed esposta nel 1995 in Piazza del Plebiscito a Napoli e nel 2011 in Piazza Duomo a Milano in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia con dimensioni e numero di cavalli modificati.

Fino al 28 Marzo 2019; Galleria San Fedele: martedì-venerdì 16-19, sabato 14-18 (al mattino su appuntamento), ingresso libero;  mMuseo San Fedele: mercoledì-venerdì 14-18, sabato 10-18, domenica 14-18 (sabato e domenica l’accesso non è possibile durante i concerti e le celebrazioni liturgiche), ingresso 3 Euro;

Centro Culturale San Fedele; Piazza San Fedele 4, Milano; Tel. 02 863521; www.sanfedele.net

Fabio Giuliani

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