IL GARDA PERCEZIONI DI UN PAESAGGIO

| 1 settembre 2003

Progetto editoriale di Carla Boroni. Testi di Eugenio Turri, Giovanni Cigognetti, Renata Salvarani, Daniela Zumiani, Carla Boroni, Mauro Grazioli, Herfried Schlude, Mario Bandoli. Immagini fotografiche: BAMS photo; Eugenio Turri, Comunità del Garda.

Un paesaggio per gli dei! Così è definito da numerosi autori, il Lago di Garda. Il prezioso libro, proposto dalla Comunità del Garda, vuole offrirci uno spunto di conoscenza completa del rinomato Lago, musa ispiratrice di numerosi scrittori ed immortalato in immagini fotografiche che resero perplesso lo sguardo di “Molti”. E immagini, per avere anche indicazioni sulla storia geologica.
E’ l’acqua ad avere il sopravvento e a suscitare attrazione con i riverberi del sole sullo specchio lacustre: ogni capitolo del testo è preceduto, infatti, dai riflessi del Lago, quasi si sentisse il rumore delle onde frastagliate sulla spiaggia. Gli autori del libro cercano di suggerirci attraverso aneddoti, curiosità, riferimenti letterali, il fascino incomparabile di una cultura che dall’acqua trae la propria esistenza. Imperativo suggeritoci è senz’altro quello di non dimenticare quanto bello possa essere il Lago di Garda! Per questa ragione, ci viene proposto, l’episodio di Goethe (pag. 35), scrittore e poeta dal gran dono di saper trovare le parole adatte ad esprimere tutte le sensazioni e tutte le emozioni del cuore umano… “ A Malcesine egli, un mattino si pose davanti al castello per ritrarlo e subito fu circondato dalla gente del posto incuriosita da quello straniero che ritraeva qualche cosa che a loro, per l’abitudine al quotidiano… sembrava di poco conto”. Un libro che porta il lettore a non sottovalutare il Lago di Garda, solo perché “abituati a vederlo”, ma, attraverso queste righe e, attraverso lo sguardo degli stranieri, come volle Goethe, spinge alla riscoperta della bellezza del Lago spesso annebbiata dall’abitudine al visto e rivisto. Schlude, fra gli autori, dà spessore a quanto detto nel capitolo a sua firma dove riporta l’esperienza del Benaco con gli occhi della popolazione tedesca (quasi un milione e mezzo i turisti tedeschi che ogni anno trascorrono le loro vacanze sul lago di Garda). Oltre a diverse curiosità, come la tassa di 10 centesimi per ogni lettera scritta in “lingua straniera”sui cartelloni pubblicitari, prima della Grande Guerra, o come la presenza di Chiese Evangeliche inaugurate agli inizi del 900 a Gardone Riviera e ad Arco, indicano che gran parte dei primi turisti tedeschi provenissero dalla Germania settentrionale dove il protestantesimo era predominante. Diversi i temi affrontati nel libro: il paesaggio agrario nell’aria collinare dove il vigneto affianca i campi seminati, intercalati da alberi di pioppo, quercia, salice, cipressi; le ville signorili, le chiese romaniche antiche; immagini fotografiche che evidenziano la presenza antropica che ha portato la costa meridionale del lago, ad un’immensa espansione edilizia; l’esistenza di borghi medioevali, ville rinascimentali, castelli, viottoli, capitelli, tutti elementi che agganciano la realtà alla propria memoria, nonostante la smisurata crescita dell’edilizia nel XX secolo. Questi i percorsi di lettura che, offrono approcci interpretativi differenti: gli sguardi d’autore sulla nostra laguna di Goethe, Carducci, Foscolo, Byron, Catullo, Kafka insieme a molti altri e, le vecchie cartoline d’inizio secolo in bianco e nero, fanno da cornice a questo bel libro, consigliato a coloro che vogliono affrontare con gusto e classe il Lago “ c’ ha nome Benaco”.
“Il Garda, percezioni di un paesaggio”. Ed.Comunità del Garda.

Di: Angela G. Ferrari

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