da Bisentianum a Desenzano

In attesa del “rotolo” con date ed avvenimenti principali dall’anno 1000 al 2000, abbiamo l’onore di ospitare l’anticipazione del progetto di saggio storico di Gaetano Paolo Agnini
Toponomastica I puntata
“Sono dell’opinione che la nostra vita appartenga alla Comunità e, pertanto, fino a che io vivrò, è un privilegio fare per essa tutto quello mi è possibile fare”.
È una sentenza di G. B. Shaw dalla quale inizio per motivare un libro su Desenzano.
Sono ultraottuagenario e oggi più che mai, sento il dovere che nasce da quel privilegio e, quindi con animo buono, mi accingo a raccontare il frutto di più di quaranta anni di ricerche sulla nascita ed evoluzione del paese che mi ha accolto ed a suoi abitanti affinché, sempre più si accresca questo spirito di comunità. Mi sono ispirato anche ad un’altra massima: “Chi non vinse alcuna guerra è il vero vincitore della vita”. Nella mia vita, non so quanto merito possa avere io stesso, non ho mai avuto nemici anche quando taluni apparivano tali ma, forse proprio a questo mio spirito, coloro che si presentavano sotto bandiere o ideologie diverse che avrebbero voluto contrapporsi, non hanno trovato, poi, le ragioni per una conflittualità.
Anche questo libro non-libro non viene costruito contro qualcuno, ma al contrario dovrà servire per costruire un dialogo, dove prevalga sempre la libertà di parola, concetto fondamentale, espresso con il termine “parresia” del pensatore Michel Focault. Se oggi, ancora oggi vogliamo essere cittadini e non schiavi, è necessario avere il diritto a far valere la nostra voce, non per prevalere ma per renderci umani. Nella nostra comunità, come in diverse comunità del mondo, purtroppo, sono divise in Stati, peggio in nazioni, dove prevalgono frontiere, bandiere, inni nazionali ed eserciti: tutti strumenti atti a mantenere la divisione. All’opposto nella vera comunità non esistono, proprio per il concetto di “communis”, divisioni se non dialettiche, con la libertà di parola.
Il saggio storico che porta alla luce la vera nascita del borgo, a cui i Benedettini diedero il nome di Bisentianum, facendolo derivare dalla unione di “bis entius”, vale a dire la confluenza di due corsi d’acqua che allora segnavano la prima altura morenica, che prenderà il nome di “caput terrae”, in seguito Capolaterra e questo toponimo è rimasto tale nella toponomastica attuale. Il nome del borgo è precedente all’anno 878 poiché in tale anno verrà citato, con un errore di trascrizione, come Disentianum nel Diploma di Carlomanno. Ben sappiamo che gli errori di scrittura erano assai frequenti, d’altronde il Signore, re o imperatore che fosse, raccoglieva il suo volere e lo trasmetteva all’amanuense di turno affinché lo scrivesse sull’atto e questo riportava quello che aveva udito.
Già in epoche precedenti, è necessario ricordare, vi furono insediamenti abitativi, il primo in ordine di tempo è quello palafitticolo del Lavagnone dove venne portato alla luce il famoso aratro, oggi esposto nel Museo archeologico di Desenzano. Dopo diverse migliaia di anni verrà edificata una sontuosa Villa Romana che, poi, la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, nel 476 d. C. quando Odoacre re degli Eruli depone Romolo Augustolo. Per quattrocento anni questa località a sud del lago di Garda rimarrà disabitata e questo era sicuramente dovuto alla forte presenza boschiva, ai tanti animali selvatici, anfibi ed ungulati, presenti ed alla “mala aria” a cui si attribuivano morti e malattie.
Nel 958 dodici monaci benedettini, dopo alcuni anni di non facili spedizioni esplorative, si insediarono sul colle che da loro prende il nome ed edificarono, occorse qualche anno, per la chiesa-casa di S. Donnino oggi sul rilievo poco distante. L’Abate dell’Abazia di Leno da cui provenivano infatti era Donnino.
Per noi oggi, è difficile contestualizzare questo evento. Ma è da questo che inizia il percorso cronologico dell’allora Bisentianum.
Il progetto di saggio storico nasce negli anni ’80 del secolo scorso quando dopo una prima raccolta di testimonianze ho ricevuto lo sprone a continuare da diverse persone, che mi vorrei ricordare in questa prima presentazione nominalmente: Luigi Beschi, Emilio Ondei, Franca Gandini, Giulietta Bontempi, Giacomo Fondrieschi, Simone Saglia e la moglie Dada ed anche un caro amico, coetaneo Guido Alberini.
Ho lavorato per molti anni, nella ricerca di documenti, nello studio dell’evoluzione storica di ogni periodo, ho studiato connessioni, ho formulato ipotesi. Ho impiegato molto tempo fin dall’inizio quando ero impegnati negli studi universitari e, poi, durante alcune importanti esperienze di lavoro che mi hanno portato a visitare una cinquantina di paesi al mondo e, durante questi viaggi di lavoro e di studio, ho incontrato tante persone diverse, ho vissuto esperienze di vita belle ed altre difficili ma con queste ho affinato la mia capacità selettiva e soprattutto costruttiva. Già durante gli studi superiori che, per diversi anni avevo condotto all’estero, un docente mi mise al corrente di quanto fosse formativa, più ancora dello studio su testi scolastici, il quale, per l’appunto, soleva ricordare: “Ho imparato di più dalla vita, dai viaggi, dalle persone di culture diverse, a “pensare” non per schemi prestabiliti ma a spaziare. Più elevi il tuo pensiero più si allarga il tuo orizzonte”.
Devo ringraziare tutti coloro che mi hanno dato qualcosa, di immateriale. Questo mi ha permesso infatti di progettare una ricerca storica che spazia dall’anno 1000 al 2000! Per questo studio ho realizzato un “rotolo” che riporta date ed avvenimenti principali di ogni anno. A questo seguiranno poi 12 Quaderni tematici di approfondimento. Non so se riuscirò a realizzare questo “sogno”, pur non essendo un’opera onirica, il sogno ideale che mi ha spinto a realizzare, per ora in parte il progetto, è un sogno che si può realizzare.
Desenzano: 1150 anni da Bisentianum
Toponomastica II puntata
La ricerca storica degli avvenimenti principali del Garda nei secoli, che sto conducendo, rivela la ricorrenza di 1150 anni, dall’875 (cit.Benedettini) al 2025, del toponimo originario di Desenzano
La storia è un pilastro della conoscenza umana. Noi abbiamo il dovere di conoscere e, nello stesso tempo, immaginare. La contestualizzazione ci porta ad immedesimarci nel significato recondito o espresso, dalle parole che compongono il testo. Marc Bloch (1866 – 1944) il più insigne e poliedrico storiografo francese richiama alla “necessità di rinnovare, problematizzare il lavoro dello storico, alla luce di un rapporto fecondo con altre discipline”, la ricerca storica è paragonabile, nella ricerca, a quella di ogni altra disciplina scientifica. Purtroppo molte pagine di storia, in particolare in Italia subiscono un processo di mistificazione, che è un aspetto che evidenzia il pericolo con cui viene scritta la storia. Nel lavoro di indagine e di ricerca che porterà alla realizzazione del “rotolo” e in seguito ad una serie di quaderni tematici verrà scritta la storia del borgo che prese vita con le bonifiche benedettine che ebbe il nome di Bisentianum nell’875 e percorrerà, per fatti significativi, fino ai nostri giorni. Non è e non deve essere solo un lavoro fine a sé stesso ma dovrà essere l’inizio di una reale scritturazione della storia a cui potranno essere interessati atenei e scuole superiori con il materiale messo a disposizione dell’autore della ricerca. Solo, si fa per dire, nel 1221 verrà attribuito il nuovo nome di Desenzano che, secondo la tesi più probabile deriva da Decem anno” e l’ultima trascrizione del toponimo precedente, vale a dire “Sentianus”. Vediamo il periglioso viaggio del primo toponimo, costellato come si evidenzia, da errate trascrizioni, con i relativi editti dove viene il nomen loci riportato.
NOMEN LOCI EDITI ANNO
Bisentianum Benedettini 875
Disentianum Diploma di Carlomanno del 6 ottobre 878
Zenciano Diploma di re Berengario II e Adalberto 958
Bisentiana Diploma di Ottone I Imperatore 962
Bisentiano Diploma Ottone II 981
Bisentiana Diploma di Arrigo II Imperatore 1014
Bisentiana Diploma di Corrado Re 1026
Bisentiana Diploma di Corrado 1036
Bisentiana Diploma di Federigo I Imperatore 1157
Bisennana Diploma di Arrigo VI 1194
Desenzano Lettera Timideo Vescovo di Verona 1221
Il percorso sia di ricerca che di “immaginazione” il più realistica possibile, esercizio di valutazioni di ipotesi diverse, è stato lungo ma la fase analitica ha richiesto degli spazi vuoti di necessaria sedimentazione. Solo così si può raggiungere una presunta verità storica che, come sappiamo, non trova riscontro in documenti attendibili. Il percorso storico che verrà presentato nel “rotolo” (documento definitivo ndr) ci porta a considerare la mole di lavoro che ha richiesto svariate decine di anni e la pazienza certosina nel comporre il grande mosaico.
Errori di scrittura e trascrizione
Gli errori di scrittura e trascrizione riguardano il testo ed anche l’onomastica, lo studio dei nomi di persona o antroponimi, e e la toponomastica, i nomi relativi al luogo. Poiché non siamo tutti glottologi e filologi, aggiungo questa ampia chiosa che riguarda sia gli uni che gli altri. L’anagrafe, quello che noi oggi chiamiamo così nacque in embrione con un abbozzo di istituzione nel Medioevo. I nobili e le case regnanti avevano un cognome mentre i poveri no, pensate che ad esempio i contadini prendevano il nome del signore, padrone delle terre! E quando una proprietà agricola veniva venduta, venivano venduti anche questi “schiavi” della terra, come venivano vendute le zolle. Tornando all’oggetto: gli “errori di scrittura” dobbiamo contestualizzare questo processo. Lo scrivano, lo scriba, l’amanuense veniva introdotto a corte dove il re o imperatore aveva, tramite solerti funzionari una bozza ecco quindi che leggeva i nomi ed il testo che subito veniva scritto sulla pergamena che formava l’editto.Scriveva dunque quello che udiva sull’importante documento. Editto equivale a ordine (deriva dal latino “edicere”). Gli errori di scrittura, di trascrizione in altri casi, riguardavano il testo, l’onomastica, lo studio dei nomi di persona o antroponimi, e la toponomastica, vale a dire il nome del luogo. Questi errori porteranno con l’errata grafia, a creare nomi derivati anche su quelli che per la Chiesa, saranno le prime registrazioni anagrafiche adottate dopo il Concilio di Trento (1545-1563) ed anche su quelli che saranno i registri catastali, celando provenienze e pertinenze che oggi continuiamo a studiare e ad approfondire.
Gaetano Paolo Agnini
BIOGRAFIA
Gaetano Paolo Agnini nasce nel 1939 a Rovereto – Trento. Dopo gli studi superiori ed universitari entra prima in società con compiti dirigenziali e, poi, dopo la costituzione, di cui è stato elemento attivo presso l’Università di Trento del Centro Studi Martino Martini, svolgerà una notevole attività all’estero. E’ autore di numerosre pubblicazioni che gli valsero molti riconoscimenti. Ha tenuto relazioni in numerose conferenze in Italia ed all’estero, e lezioni nell’ambito di Brescia-Bergamo capitale della cultura ed anche lezioni per l’Università della terza età e per l’Università del Garda. mail agninigae@libero.it
La famiglia Agnini si distingue a livello nazionale per l’impegno sociale e civile dei suoi membri, in particolare il padre che sarà direttore della Soc. Montecatini, dello zio Gregorio, fondatore del PSI e, poi, verrà chiamato nel settembre 1945 a presiedere a Roma, la Consulta Nazionale, primo elemento della nuova Italia repubblicana. Deve essere ricordato, non in tono minore, Ferdinando che verrà incarcerato e, poi, trucidato alle Fosse Ardeatine. Quale Presidente nazionale di U.N.Mine Action Italy si impegnerà, in prima persona, per realizzare l’Ospedale dei bambini in Sierra Leone, “terra dei diamanti”.
Tags: antroponimi, chiesa-casa di S. Donnino, ERRORI DI TRASCRIZIONE, Gaetano Paolo Agnini, i Benedettini e Bisentianum, nomen loci






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