Brescia LAUREE ROSA A BRESCIA 2005

| 1 giugno 2005
università brescia

Sono sempre più numerose le lauree in rosa.
Le nuove protagoniste sui banchi universitari sembrano essere proprio le donne.

Non tutti gli atenei, tuttavia, rappresentano un’uguale attrattiva per le giovani studentesse e, analizzando i dati emersi dalle Università di Brescia relativi all’anno accademico 2003/2004, è emerso che le ragazze preferiscono, abbondantemente, le facoltà umanistico- letterarie. Ad eccedere in rosa sono, infatti, i corsi di laurea ospitati dalla Cattolica: prese d’assalto le facoltà di Scienze della Formazione, Lettere e Filosofia, Scienze linguistiche e letterature straniere e Sociologia. E le cifre parlano chiaro: la Cattolica di Brescia, dove per i corridoi si incontrano quasi solo ragazze, ospita un totale di 4581 studenti dei quali 3602 sono femmine e solamente 979 i maschi, con 3083 laureati nel 2004, con ben 2572 dottoresse e solamente 511 dottori. Più parificata la situazione di iscritti e laureati per le Università Statali di Economia, Giurisprudenza e Medicina e Chirurgia, dove la somma degli studenti laureati ammonta a 1843, di cui 900 sono donne. Il tasso minore di aspiranti dottoresse lo registra, invece, la Facoltà di Ingegneria con 491 laureati e solo 81 donne. E i dati di Brescia risultano essere in linea con quelli dell’Istat 2004, che confermano la massiccia presenza di donne nelle facoltà di Scienze dell’educazione (86,2%), Lingue (80,8%), Psicologia (77,4%), Beni culturali (73,6%) e Lettere (71,9%), contro le facoltà dichiaratamente “azzurre” di Scienze informatiche, Ingegneria, Fisica, Chimica e Scienze statistiche. Ma qual è il destino di tutte le acculturate in filosofia, storia e lingue? Con una laurea in lettere o storia si trova lavoro? Se le facoltà scientifiche offrono spesso un immediato sbocco nel campo lavorativo, quelle letterario – umanistiche sono considerate quasi propedeutiche alla carriera universitaria o all’insegnamento, con la conseguente iscrizione alle scuole di specializzazione (SISS) che posticipano inevitabilmente l’accesso al mondo lavorativo di qualche anno. Ed è ancora l’Istat a confermare, a livello nazionale, i dati delle facoltà più richieste dal mercato lavoro, stilando una classifica per facoltà. Al primo posto Ingegneria gestionale, seguita a ruota da Informatica, Ingegneria elettronica, Chimica industriale, Scienza statistiche. Le peggiori in classifica risultano, invece, essere Pedagogia, Lettere, Psicologia, Lingue e Beni culturali.

Di: Laura Simoncelli

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