Brenzone (Vr): UN CORSO DI VELA PER DISABILI

| 3 settembre 2013
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L’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) ha fortemente voluto questo corso di vela per disabili come prosecuzione dei propri compiti istituzionali: oltre ad assicurare le cure e le rendite agli infortunati sul lavoro, ritiene opportuno proseguire, per il reinserimento sociale, servirsi della pratica sportiva, quale terapia fisica e motivazionale. Per questo ha stipulato una convenzione con il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) per una collaborazione tecnica. Dopo un’esperienza triennale a Iesolo,  l’INAIL veneto ha ritenuto opportuno fare un progetto sul Garda, che è ritenuto uno dei campi di gara più difficili e più formativi per il mondo della vela internazionale.

Il CIP ha delegato la FIV (Federazione Italiana Vela) e la FIV ha delegato il Circolo Nautico di Brenzone, il cui Presidente, Luca Brighenti, è anche Delegato, per la XIV zona della FIV, alla disabilità. Sul Lago di Garda, opera da 13 anni “EOS Michele Dusi Onlus”, un’Associazione che, per statuto (è stata fondata da Michele Dusi, velista prima e dopo l’incidente che l’aveva costretto in carrozzina), ha l’impegno di far andare in barca a vela i disabili sia come terapia fisica sia come attività socializzante. Per “far andare” i disabili EOS possiede un Proteus, una barca adattata al trasporto dei disabili. Da circa sette anni ha anche “creato” un trimarano specifico che può essere usato dai para/tetraplegici, ma anche da disabili che abbiano altre menomazioni. Quindi l’INAIL di Verona ha ritenuto di coinvolgere questa Associazione, dotata dei mezzi, ma anche di Soci con profonda conoscenza di barche e di disabilità (ci sono anche due fisioterapiste) per supportare il primo corso, denominato “spiega la vela”, presso il Circolo Nautico di Brenzone (13/14 e 20/21 luglio) con una particolare caratteristica: l’istruttore, GiorgioZorzi, paralimpico, è disabile!

L’esperienza, a detta dei partecipanti (due paraplegici, un traumatizzato e un amputato), è stata al di sopra delle aspettative e, per quanto riguarda il Circolo, Eos e l’istruttore, i risultati hanno dell’incredibile: non si erano mai visti due equipaggi formati da disabili alla prima esperienza regatare con sicurezza e “naturalezza” in solo due uscite. Il corso avrà ancora altre quattro tappe, a Brenzone e a Malcesine, in settembre, per un totale di 20 disabili, con l’augurio e la speranza che l’esperimento continui anche nei prossimi anni.

Carlo Gheller

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