Desenzano del Garda BS: Interpretare il passato attraverso la filatelia
Cosa può raccontare un francobollo?
Quali percorsi e tragitti è in grado di rivelare un timbro postale?
Una ricerca durata tre anni documenta la spedizione postale gardesana. Il Dottor Vincenzo Portulano, per anni primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Desenzano, con il lavoro “Storia postale dalla magnifica patria alla grande guerra” ha meritato la medaglia d’oro al concorso Milanofil 2007 e la nomination all’importante manifestazione tedesca di storia postale svoltasi dal 26 al 28 ottobre, “Sindelfingen 2007”. Un ringraziamento è andato anche ad Annette Holmes Visconti per le traduzioni in inglese.
La passione per i francobolli era nata in lui già durante la sua giovinezza ma solo di recente ha deciso di orientare questo suo interesse verso un ambito specifico, specializzandosi nella raccolta di documenti del Lago di Garda. Il suggerimento gli venne in seguito alla partecipazione ad un’asta nella quale era stato messo in vendita un lotto di documenti provenienti dal lago di Garda: “Compresi allora che in un campo vasto come quello della filatelia è necessario specializzarsi. Abitando sul lago di Garda, cosa poteva essere meglio di analizzare la storia postale dei paesi intorno al lago?”. Così la curiosità per il dettaglio, coniugata con la paziente attenzione del collezionista, lo ha portato a scoprire come era inviata la corrispondenza prima e dopo la comparsa del francobollo, il cui utilizzo iniziò nel 1850. Un pezzo importante e raro della sua raccolta, un documento proveniente da Malcesine datato 1806, in cui il comandante della Goletta Giuseppina dava alla comunià di Malcesine due barche a quattro remi per portare delle lettere di servizio a Gargnano e a Torbole, attesta che il traffico postale era già attivo a quell’epoca e soprattutto che questo avveniva via lago. Un battello a vapore collegava Riva a Salò; sulla terra ferma la ricezione delle lettere avveniva attraverso gli uffici postali presenti nei comuni più grandi, quelli più piccoli che non avrebbero potuto ricavare introiti ma solo spese dal mantenimento di un ufficio postale, potevano aggregarsi ai comuni maggiori o affidarsi a loro per lo smistamento della corrispondenza. Desenzano, Salò, Toscolano, Gargnano, Bardolino e Peschiera avevano un proprio ufficio postale, mentre nelle città di Lazise, Brenzone, Garda, Torri del Benaco, Maderno, Costermano e Castelletto erano presenti delle collettorie, centri di smistamento per la corrispondenza proveniente dai comuni più piccoli.Il dottor Portulano ci svela anche un’interessante curiosità, spiegandoci che il termine posta deriva dalle stazioni di posta dove si fermavano i cavalli dei corrieri. I valori venivano annullati, come dimostra la sua raccolta, da particolari timbri: un particolare segno ha il nome di “cuore in ornato”e presenta la scritta “Imperiale regio Valori”. Altri timbri in uso sono quelli con la scritta “Riva Vapore” che venivano annullati sul battello proveniente da Riva, quelli con la scritta “Benaco”, del piroscafo omonimo e un raro esemplare con la scritta “Sermione” dell’omonimo piroscafo. Questa lettera del 1867 è stata citata anche in una pubblicazione inglese del 2003. Sono documentati anche annulli lineari, tondi, o a doppio cerchio chiamati di tipo Guller. La corrispondenza veniva inoltrata anche attraverso gli hotel, con due possibilità: l’albergo era sede di Agenzia di navigazione, come l’hotel Fasano di Gardone Riviera, oppure un dipendente dell’albergo portava direttamente la corrispondenza al battello. Attraverso i timbri del documento in partenza ed in arrivo è quindi possibile ricostruire il tragitto che la posta faceva prima della costruzione delle reti di viabilità autostradali e ferroviarie; tra le lettere della collezione del dottor Portulano ce ne è anche una del 1911 di un pescivendolo, il signor Rizzardi, che era anche il Presidente del comitato che stava studiando le strade gardesane veronese e bresciana. Le ricerche del Dottor Portulano stanno seguendo ora questo orientamento: comprendere con esattezza le tratte postali dei tempi passati. L’enigma è racchiuso dai numeri compresi tra l’1 ed il 7, ricavati dai timbri dell’Impresa di navigazione lago di Garda. Oltre a queste cifre che Portulano sta studiando per comprendere a che percorso corrispondessero, vi sono delle lettere e l’attento collezionista è riuscito a capire che le lettere K e L corrispondono alle zone dell’area veronese. Per questo a Vasto (Chieti) gli è stata riconosciuta una menzione d’onore, fuori concorso, in una competizione di specialisti: i suoi studi quindi non si limitano alla filatelia, ma attraverso questa passione danno importanti contributi alla storia della viabilità dei paesi che si affacciano sul Garda e permettono di capire in modo più consapevole le abitudini di coloro che ci hanno preceduto.
Di: Elisa Zanola






Commenti